Come disattivare un’app su smartphone e PC: guida completa

Nel panorama tecnologico del 2026, la gestione efficiente dei nostri dispositivi è diventata una priorità assoluta. Spesso ci troviamo di fronte a una proliferazione eccessiva di software preinstallato o processi che rallentano le prestazioni complessive. Imparare come disattivare un’app non è solo una questione di ordine visivo sulla schermata home, ma un vero e proprio intervento di ottimizzazione delle risorse hardware, come la memoria RAM e il ciclo di vita della batteria. Molti utenti acquistano nuovi smartphone o computer e si accorgono immediatamente che il sistema operativo è congestionato da applicazioni poco utili, comunemente chiamate bloatware, che non possono essere rimosse facilmente. In questa guida dettagliata, esploreremo tutte le metodologie più efficaci per silenziare, bloccare o sospendere le attività software su diverse piattaforme, partendo dai sistemi desktop come Windows e macOS, fino ad arrivare ai sistemi mobili più diffusi come Android e iOS. Analizzeremo inoltre come intervenire sui processi in background e come gestire correttamente le sottoscrizioni a pagamento, garantendo che il tuo dispositivo funzioni sempre al massimo delle sue potenzialità senza sprechi di energia o di dati. Seguire questi passaggi ti permetterà di riprendere il controllo totale della tua esperienza digitale, eliminando fastidiose notifiche e riducendo il carico di lavoro del processore durante le tue attività quotidiane più importanti.

Bloccare app all’avvio su Windows 11 e versioni successive

Utilizzo dello strumento Gestione Attività

Una delle principali cause di rallentamento di un PC moderno nel 2026 risiede nel numero eccessivo di programmi che decidono autonomamente di avviarsi insieme al sistema operativo. Per capire come disattivare un’app in questa fase critica, lo strumento più potente a tua disposizione rimane Gestione Attività. Puoi accedervi rapidamente premendo la combinazione di tasti Ctrl+Alt+Canc e selezionando la voce corrispondente dal menu di sicurezza. Una volta aperta l’interfaccia, naviga verso la scheda denominata App all’avvio, situata solitamente nel menu laterale. Qui troverai un elenco esaustivo di tutti i software che hanno il permesso di caricarsi in memoria non appena inserisci la tua password di accesso. Ogni voce riporta l’impatto stimato sull’avvio, permettendoti di identificare i processi più pesanti che consumano preziosi secondi di caricamento. Per intervenire, è sufficiente cliccare con il tasto destro sul nome dell’applicazione desiderata e selezionare Disabilita. Questa operazione non disinstalla il programma, ma impedisce semplicemente che si apra in automatico, lasciandolo pronto all’uso solo quando deciderai effettivamente di cliccare sulla sua icona, liberando così risorse vitali fin dal primo istante di utilizzo del computer.

È fondamentale procedere con cautela durante questa operazione di pulizia. Molte applicazioni sono essenziali per il corretto funzionamento dei driver audio, delle periferiche di puntamento o dei servizi di sicurezza come l’antivirus integrato. Prima di procedere a bloccare app all’avvio, osserva attentamente il nome dell’editore del software: se leggi Microsoft Corporation o il nome del produttore del tuo hardware (come Intel, AMD o Realtek), valuta bene se la disattivazione sia realmente opportuna. Al contrario, utility di terze parti come client di chat, software di sincronizzazione cloud non necessari o launcher di giochi possono essere disabilitati senza alcun rischio per la stabilità del sistema. Ricorda che ogni processo rimosso dall’avvio automatico si traduce in una maggiore disponibilità di memoria RAM per le applicazioni che utilizzi effettivamente per il lavoro o il tempo libero, migliorando sensibilmente la reattività generale di Windows 11 durante le prime fasi della sessione di lavoro.

Gestione tramite le impostazioni di sistema

Oltre al classico Gestione Attività, Microsoft ha integrato negli anni un’interfaccia molto più intuitiva all’interno del menu Impostazioni, ideale per chi cerca un approccio più visivo e meno tecnico. Per accedere a questa sezione, apri il menu Start, clicca sull’icona dell’ingranaggio e naviga nel percorso App > Avvio. In questa schermata, vedrai una serie di interruttori a levetta accanto a ogni applicazione rilevata. La chiarezza di questa interfaccia è superiore, poiché fornisce indicazioni testuali immediate sull’impatto energetico e computazionale di ogni singolo elemento. Spostando la levetta su Disattivato, otterrai lo stesso risultato tecnico della procedura precedente, ma con una semplicità d’uso che minimizza il rischio di errori. Questa sezione è particolarmente utile per la gestione applicazioni background, poiché permette di avere una panoramica veloce di ciò che potrebbe restare attivo “dietro le quinte” senza un’evidente necessità operativa da parte dell’utente finale.

Mantenere pulito l’elenco di avvio è una pratica di manutenzione che andrebbe eseguita almeno una volta al mese. Molti software, durante gli aggiornamenti periodici, tendono a reimpostarsi in modalità automatica, vanificando le tue precedenti configurazioni. Una corretta ottimizzazione delle risorse passa proprio attraverso questo monitoraggio costante. Se noti che il tuo laptop ha una durata della batteria inferiore al previsto o che le ventole di raffreddamento si attivano anche quando non stai eseguendo task impegnativi, il problema risiede quasi certamente in una o più applicazioni che operano in modo silente. Disattivando il caricamento automatico di questi elementi, ridurrai la temperatura operativa del processore e garantirai una maggiore longevità ai componenti hardware del tuo dispositivo Windows, mantenendo il sistema fluido come se fosse appena uscito dalla confezione originale.

Ottimizzare le applicazioni su sistemi macOS

Gestione degli elementi di login e login automatico

Sui sistemi Apple, la filosofia di gestione del software è leggermente differente rispetto al mondo PC, ma la necessità di sapere come disattivare un’app rimane altrettanto valida. macOS nel 2026 ha affinato ulteriormente il controllo sui cosiddetti Elementi login. Per gestire questi processi, devi recarti nelle Impostazioni di Sistema, cliccare sulla sezione Generali e successivamente selezionare Elementi login ed estensioni. In questa finestra, troverai un elenco di programmi autorizzati ad aprirsi non appena effettui l’accesso al tuo profilo utente. Per rimuovere un’applicazione da questa lista, selezionala con un clic e premi il pulsante meno (-) situato in basso. Questo impedirà al software di occupare spazio nella barra dei menu o di consumare risorse di sistema inutilmente. È una procedura fondamentale soprattutto per i possessori di MacBook Air o Pro, dove ogni watt di energia risparmiato si traduce in minuti preziosi di autonomia lontano dalla presa di corrente.

Un altro aspetto spesso trascurato dagli utenti Mac è la funzione di riapertura automatica delle finestre al riavvio. Quando decidi di spegnere o riavviare il tuo computer Apple, compare una finestra di dialogo che ti chiede se desideri riaprire le finestre al login successivo. Se questa opzione rimane selezionata, macOS cercherà di ripristinare esattamente lo stato precedente, riaprendo browser, editor di testo e utility varie. Se il tuo obiettivo è la pulizia smartphone e computer, è caldamente consigliato deselezionare questa casella per garantire un avvio completamente pulito. Questo metodo assicura che nessuna risorsa venga allocata preventivamente ad applicazioni che potresti non utilizzare immediatamente, garantendo che tutta la potenza di calcolo del processore Apple Silicon sia dedicata esclusivamente alla prima attività che sceglierai di avviare manualmente dopo l’accesso al desktop.

Controllo delle estensioni e processi in background

Le moderne versioni di macOS includono una sezione specifica chiamata Consenti in background, che elenca tutti i servizi che hanno il permesso di comunicare con i propri server o eseguire script anche quando l’applicazione principale non è aperta. Questa è la chiave per la gestione applicazioni background su Mac. Se noti che un’app di messaggistica, un servizio di backup o una utility di sistema sta consumando troppa energia nel Monitoraggio Attività, puoi semplicemente disattivare l’interruttore corrispondente in questa sezione delle impostazioni. Questa operazione è particolarmente utile per bloccare quei processi che non hanno bisogno di essere costantemente attivi, come gli assistenti di aggiornamento di software che usi raramente. Disabilitandoli, non comprometti la funzionalità dell’app quando deciderai di aprirla, ma impedisci che essa pesi costantemente sulle prestazioni del sistema operativo.

L’utilizzo intelligente di queste impostazioni consente di estendere notevolmente la vita utile del tuo dispositivo. Spesso, la percezione che un Mac stia diventando “lento” dopo qualche anno non dipende dall’usura dell’hardware, ma dal numero crescente di piccoli processi in background che si sono accumulati nel tempo. Effettuare una revisione periodica di ciò che è autorizzato a funzionare dietro le quinte è la strategia migliore per mantenere un sistema reattivo. Ricorda inoltre che molte di queste applicazioni utilizzano la connessione internet per inviare telemetria o cercare aggiornamenti; disattivarle significa quindi migliorare anche la tua privacy e ridurre il traffico dati se utilizzi un hotspot mobile durante i tuoi spostamenti lavorativi, garantendo un controllo capillare su ogni aspetto della tua operatività digitale.

  • Apri le Impostazioni di Sistema dal Dock o dal menu Apple.
  • Naviga in Generali > Elementi login ed estensioni.
  • Seleziona l'app da rimuovere e clicca sul tasto meno.
  • Disattiva gli interruttori nella sezione Consenti in background per i processi secondari.
  • Riavvia il sistema per applicare le modifiche in modo definitivo.

Gestione avanzata della batteria e delle app su Android

Limitare l’attività in background e sospensione avanzata

Il sistema operativo Android è celebre per la sua flessibilità, ma proprio questa caratteristica può portare a un consumo eccessivo di risorse se non gestita correttamente. Per interrompere processi Android che drenano la batteria, devi addentrarti nelle impostazioni energetiche del dispositivo. Il percorso più comune sui dispositivi del 2026 prevede di andare in Impostazioni > Batteria > Limiti per l’uso in background. Qui troverai una funzione fondamentale: la Sospensione app non utilizzate. Attivando questa opzione, il sistema identificherà automaticamente le applicazioni che non apri da tempo e ne limiterà drasticamente le attività. Per un controllo ancora più granulare, puoi inserire manualmente i software più energivori nella categoria App in sospensione avanzata. In questo stato, l’applicazione non potrà fare assolutamente nulla mentre lo schermo è spento o mentre stai usando un’altra utility, garantendo un risparmio energetico massimo.

Tuttavia, è necessario prestare molta attenzione a quali applicazioni vengono inserite in questa “lista nera”. Se decidi di disattivare l’attività in background per un’applicazione di messaggistica come WhatsApp o Telegram, o per la tua app delle email, non riceverai più le notifiche in tempo reale. Il sistema, infatti, impedirà all’app di collegarsi ai server per controllare la presenza di nuovi messaggi finché non sarai tu ad aprirla manualmente. Questa tecnica di ottimizzazione RAM smartphone è perfetta per i giochi, le app di shopping o i social network che tendono a inviare troppe notifiche promozionali, ma va evitata per tutti quegli strumenti che consideri critici per la tua reperibilità quotidiana o professionale. Un equilibrio corretto tra risparmio energetico e funzionalità è la chiave per un’esperienza Android soddisfacente e priva di frustrazioni legate alla perdita di informazioni importanti.

Utilizzo delle Opzioni Sviluppatore per il controllo totale

Per gli utenti più esperti che desiderano un controllo ancora più profondo, Android offre le cosiddette Opzioni sviluppatore. Per attivarle, bisogna recarsi in Impostazioni > Info sul telefono e toccare per sette volte consecutive la voce Versione build. Una volta abilitate, potrai accedere alla sezione Servizi in esecuzione. Qui vedrai una lista in tempo reale di tutto ciò che sta occupando la memoria RAM del tuo dispositivo. Se individui un processo sospetto o un’app che sta consumando troppe risorse senza motivo, puoi selezionarla e premere Interrompi. Questo metodo è utile per chiudere applicazioni che sembrano bloccate o che non rispettano i normali limiti impostati dal sistema. È una procedura più aggressiva rispetto alla sospensione standard e andrebbe utilizzata solo in casi di effettiva necessità o per scopi di troubleshooting.

All’interno delle Opzioni sviluppatore, esiste anche la possibilità di limitare il numero di processi in background consentiti simultaneamente. Sebbene Android gestisca egregiamente la memoria in autonomia, impostare un limite può essere utile su dispositivi più datati o con poca RAM per mantenere il sistema fluido. Tuttavia, nel 2026, con smartphone dotati di hardware sempre più potente, questa modifica è diventata meno necessaria rispetto al passato. L’approccio migliore rimane quello di monitorare quali servizi si riavviano automaticamente dopo essere stati chiusi: se un’app continua a riapparire nella lista dei servizi in esecuzione nonostante i tuoi tentativi di chiuderla, potrebbe essere il segnale che è necessario procedere alla sua disattivazione totale o, se possibile, alla disinstallazione completa per preservare l’integrità delle prestazioni del tuo device mobile.

  1. Attiva le Opzioni Sviluppatore tramite i sette tocchi sulla Versione Build.
  2. Entra nel menu Sistema > Opzioni sviluppatore.
  3. Seleziona la voce Servizi in esecuzione per monitorare la RAM.
  4. Individua l'app problematica e tocca Interrompi per fermarla immediatamente.
  5. Considera la disattivazione permanente se l'app è un bloatware di sistema.

Controllare e limitare le app su iPhone e iPad

Gestione del multitasking e chiusura forzata

L’ecosistema Apple è noto per la sua capacità di gestire le risorse in modo quasi del tutto autonomo, rendendo la gestione app iPhone un’operazione spesso superflua. Tuttavia, esistono situazioni in cui un’applicazione può presentare dei bug, consumare batteria in modo anomalo o semplicemente non rispondere più ai comandi. In questi casi, è utile sapere come forzarne la chiusura. Sui modelli moderni di iPhone, basta eseguire uno swipe verso l’alto dal bordo inferiore dello schermo e fermarsi a metà per aprire lo switcher delle app. Da qui, è possibile scorrere lateralmente fino a trovare la miniatura dell’app incriminata e lanciarla verso l’alto per chiuderla definitivamente. Questa azione interrompe ogni processo attivo dell’applicazione, liberando istantaneamente le risorse che stava impegnando in quel momento, sebbene iOS tenda a riallocare tali risorse molto velocemente per altre necessità di sistema.

Contrariamente a quanto molti pensano, chiudere costantemente tutte le applicazioni dallo switcher non migliora la durata della batteria. In realtà, iOS mette le app in uno stato di sospensione profonda (“freezing”) che non consuma cicli di CPU. Riaprire un’app da zero richiede più energia rispetto al risveglio da questo stato di ibernazione. Pertanto, l’azione di chiudere applicazioni su iPhone dovrebbe essere limitata solo a quando un software non funziona correttamente o quando si desidera impedire specificamente che un’app mantenga una sessione attiva, come nel caso di navigatori GPS o player musicali. La filosofia di Apple è progettata per lasciare che il kernel del sistema operativo decida quando liberare memoria, e interferire eccessivamente con questo processo automatico può paradossalmente portare a un calo delle prestazioni e a un consumo maggiore di energia nel lungo periodo.

Configurazione dell’aggiornamento in background e dati cellulare

Il vero strumento di controllo per l’utente iOS risiede nelle impostazioni di Aggiornamento app in background. Navigando in Impostazioni > Generali > Aggiornamento app in background, puoi decidere quali applicazioni hanno il permesso di cercare nuovi contenuti mentre non le stai utilizzando. Disattivare questa funzione per le app che non richiedono aggiornamenti costanti (come giochi o utility di fotoritocco) è uno dei modi più efficaci per risparmiare batteria senza rinunciare a nulla. Se vuoi essere ancora più radicale nel come disattivare un’app affinché non consumi traffico internet, puoi andare nella sezione dedicata all’app specifica all’interno del menu Impostazioni e disattivare l’interruttore Dati cellulare. In questo modo, l’applicazione potrà collegarsi alla rete solo quando sarai sotto copertura Wi-Fi, impedendo ad essa di consumare i tuoi giga in background per attività non essenziali.

Oltre a queste opzioni, iOS offre un controllo granulare sulle notifiche, che rappresentano un’altra forma di attività “attiva” dell’applicazione. Disabilitare le notifiche per un’app non la chiude tecnicamente, ma ne riduce drasticamente l’impatto psicologico e il risveglio periodico del processore e dello schermo. Accedendo a Impostazioni > Notifiche, puoi silenziare completamente ogni avviso o scegliere uno stile di consegna più discreto, come il Riepilogo programmato. Questa funzione, introdotta e perfezionata negli anni fino al 2026, permette di raggruppare tutte le notifiche non urgenti in un’unica consegna giornaliera, riducendo le distrazioni e assicurando che le app operino in modo silente fino al momento in cui decidi tu di prestare loro attenzione, mantenendo così un ambiente di lavoro digitale ordinato e focalizzato.

La gestione proattiva delle risorse su iOS e iPadOS non passa dalla chiusura compulsiva delle schede nel multitasking, ma da una configurazione intelligente dei permessi di rete e di aggiornamento silente nelle impostazioni di sistema.

Disattivare abbonamenti e applicazioni a pagamento

Procedura per dispositivi Android e Google Play Store

Oltre alla disattivazione tecnica dei processi, una necessità comune nel 2026 è quella di disabilitare abbonamenti ricorrenti che gravano sul portafoglio. Molte applicazioni moderne adottano il modello della sottoscrizione mensile o annuale, che può essere difficile da monitorare se non si conosce il percorso corretto. Su Android, tutto viene gestito tramite il Google Play Store. Per procedere, apri l’app dello Store, tocca l’icona del tuo profilo in alto a destra e seleziona Pagamenti e abbonamenti. Entrando nella sezione Abbonamenti, vedrai una lista chiara di tutti i servizi attivi legati al tuo account Google. Selezionando l’app che desideri interrompere, avrai l’opzione per annullare la sottoscrizione. È importante ricordare che, solitamente, potrai continuare a utilizzare le funzioni premium fino alla naturale scadenza del periodo già pagato, il che ti permette di disattivare il rinnovo automatico anche molto tempo prima della scadenza effettiva.

Google ha introdotto anche opzioni di flessibilità, come la possibilità di mettere in pausa un abbonamento invece di cancellarlo del tutto. Questa opzione è estremamente utile per servizi che utilizzi stagionalmente, come alcune app di fitness o di streaming specializzato. Quando scegli di sospendere i pagamenti, il servizio rimarrà inattivo per un periodo predefinito che sceglierai tu, per poi riprendere automaticamente alla fine del periodo di pausa. Questo metodo di gestione applicazioni background economica ti permette di mantenere intatte le tue preferenze e i tuoi dati storici all’interno dell’app senza dover pagare per i mesi in cui sai già che non avrai tempo o necessità di usufruire del servizio. Assicurati sempre di ricevere l’email di conferma dell’operazione, poiché è l’unica prova valida nel caso in cui dovessero verificarsi errori di addebito futuri da parte del sistema di fatturazione.

Gestione delle sottoscrizioni su ecosistema Apple

Per gli utenti Apple, la procedura per disattivare abbonamenti è centralizzata e molto semplice, integrata direttamente nelle impostazioni del dispositivo. Apri l’app Impostazioni, tocca il tuo nome (il tuo ID Apple) in cima alla lista e seleziona la voce Abbonamenti. Qui troverai due categorie: gli abbonamenti attivi e quelli scaduti. Per ogni servizio attivo, potrai vedere la data del prossimo rinnovo e l’importo che ti verrà addebitato. Cliccando su un abbonamento, potrai scegliere di annullarlo o di cambiare piano (ad esempio passando da un piano mensile a uno annuale, spesso più conveniente). Questa centralizzazione è un grande vantaggio in termini di sicurezza e privacy, poiché impedisce ai singoli sviluppatori di rendere complicata la procedura di cancellazione all’interno delle proprie applicazioni, garantendo all’utente un’esperienza sempre uniforme e trasparente.

Un caso particolare riguarda le applicazioni che non sono state abbonate tramite i sistemi di pagamento di Google o Apple, ma direttamente sui siti web dei fornitori (come nel caso storico di Netflix o Spotify). In questa eventualità, non troverai l’abbonamento nell’elenco del tuo smartphone. Dovrai necessariamente collegarti al sito ufficiale del servizio tramite browser, effettuare il login al tuo account personale e cercare la sezione “Profilo” o “Account” per procedere alla disdetta. Questa distinzione è fondamentale per evitare di pensare di aver annullato un pagamento solo perché non compare nella lista dello store. Un controllo periodico dell’estratto conto bancario rimane comunque la pratica migliore per accertarsi che non ci siano “fughe di capitali” verso servizi digitali che non utilizzi più ma che continuano a prelevare fondi dal tuo conto in modo silenzioso.

  • Accedi all'area Account del tuo ID Apple o Google Play Store.
  • Verifica regolarmente la sezione 'Abbonamenti' per individuare costi nascosti.
  • Ricorda che la disinstallazione dell'app NON annulla l'abbonamento.
  • Conserva le email di conferma di cancellazione per eventuali reclami.
  • Controlla i siti ufficiali per gli abbonamenti stipulati fuori dagli store.

Domande Frequenti sulla disattivazione delle app

Cosa succede se disattivo un’app di sistema su Android?

Disattivare un’app di sistema su Android, operazione fattibile tramite il menu Applicazioni selezionando ‘Disabilita’, comporta la completa rimozione dell’app dalla schermata home e dal drawer, oltre all’interruzione di ogni suo processo. È un’azione sicura per bloatware come browser preinstallati o app partner del produttore, ma va evitata per i Google Play Services o i processi fondamentali del telefono, poiché potrebbe causare instabilità del sistema o crash continui di altre applicazioni dipendenti da essi.

Chiudere le app in background migliora davvero la batteria?

Sui moderni sistemi operativi del 2026, la risposta è generalmente no per quanto riguarda la chiusura manuale e costante. Sistemi come iOS e Android sono progettati per gestire le risorse autonomamente. La chiusura forzata continua costringe il processore a ricaricare l’intera app da zero al successivo avvio, consumando più energia. È invece utile disattivare le funzioni di aggiornamento in background e i servizi di geolocalizzazione, che sono i veri responsabili del drenaggio della batteria durante i periodi di inattività del dispositivo.

Come faccio a sapere quali app consumano più RAM?

Sia su PC che su smartphone esistono strumenti dedicati. Su Windows si usa ‘Gestione Attività’, su Mac il ‘Monitoraggio Attività’. Su Android è necessario abilitare le ‘Opzioni sviluppatore’ per vedere i ‘Servizi in esecuzione’, mentre su iOS Apple non fornisce un dato in tempo reale sulla RAM per singola app, ma puoi consultare ‘Stato Batteria’ per vedere quali app hanno avuto un impatto energetico maggiore, il che è spesso correlato a un uso intensivo di tutte le risorse hardware, inclusa la memoria.

Posso disattivare le notifiche senza chiudere l’app?

Certamente. Questa è spesso la soluzione migliore per non essere disturbati senza perdere le funzionalità del software. Sia su Android che su iOS, basta andare nel menu Impostazioni > Notifiche, selezionare l’app desiderata e disattivare l’interruttore principale. L’app continuerà a funzionare e a scaricare dati (se non diversamente impostato), ma il tuo schermo non si accenderà e non verranno emessi suoni al riceverne di nuovi, permettendoti di consultare le novità solo quando lo desideri.

Se annullo un abbonamento, perdo subito l’accesso all’app?

Nella stragrande maggioranza dei casi, no. Quando annulli un abbonamento tramite Google Play o Apple App Store, stai tecnicamente disattivando il rinnovo automatico. Manterrai l’accesso a tutte le funzionalità “Premium” fino al termine del periodo di fatturazione corrente. Ad esempio, se l’abbonamento scade il 30 del mese e tu lo annulli il giorno 10, avrai ancora 20 giorni di utilizzo completo. Fanno eccezione alcuni periodi di prova gratuita che potrebbero interrompersi immediatamente al momento della disdetta.

In conclusione, padroneggiare le tecniche su come disattivare un’app è una competenza fondamentale per chiunque desideri un rapporto sano e produttivo con la tecnologia nel 2026. Che si tratti di velocizzare un PC Windows intasato, di estendere l’autonomia del tuo iPhone durante un viaggio o di eliminare bloatware fastidiosi dal tuo nuovo smartphone Android, i passaggi descritti in questa guida ti offrono gli strumenti necessari per agire in sicurezza. Ricorda sempre che il segreto di un dispositivo scattante non risiede in interventi drastici una tantum, ma in una manutenzione costante e consapevole delle risorse digitali. Ti invitiamo a mettere in pratica questi consigli oggi stesso: inizia disattivando quel programma che non usi mai e che si avvia da solo, e goditi immediatamente un sistema più reattivo. Per ulteriori approfondimenti sulle ultime novità del mondo tech, continua a seguire le nostre guide aggiornate.

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