Come risolvere l’errore Inaccessible Boot Device su Windows

L’errore Inaccessible Boot Device Windows rappresenta una delle sfide più frustranti per chiunque utilizzi un computer moderno, anche nell’attuale scenario tecnologico del 2026. Questa particolare schermata blu della morte (BSOD) si manifesta tipicamente durante la fase critica di avvio del sistema operativo, impedendo all’utente di accedere persino alla schermata di login. Il cuore del problema risiede nell’incapacità del kernel di Windows di montare il volume di sistema, ovvero la partizione del disco rigido o dell’unità SSD dove sono archiviati i file fondamentali per l’esecuzione del software. Le cause possono variare da semplici conflitti driver a problemi hardware più seri, passando per aggiornamenti di sistema non andati a buon fine o modifiche errate nelle impostazioni del BIOS o UEFI. Comprendere la natura di questo errore è il primo passo per una risoluzione efficace, poiché il messaggio stesso indica che la comunicazione tra il firmware della scheda madre e il sistema operativo si è interrotta in un punto cruciale del processo di inizializzazione. In questa guida approfondita, esploreremo ogni possibile metodologia di intervento, partendo dalle procedure più semplici e automatizzate fino ad arrivare a tecniche avanzate di manipolazione del registro e gestione dei pacchetti tramite riga di comando. Nonostante la complessità apparente, la maggior parte dei casi può essere risolta senza la necessità di formattare l’intero sistema, a patto di seguire con estrema attenzione i passaggi tecnici che andremo a illustrare nei paragrafi successivi.

Cause principali dell’errore Inaccessible Boot Device

Aggiornamenti di sistema e conflitti software

Una delle ragioni più comuni che portano alla comparsa del fastidioso Inaccessible Boot Device Windows è legata alla gestione degli aggiornamenti qualitativi e cumulativi rilasciati da Microsoft. Anche nel 2026, nonostante i miglioramenti nell’infrastruttura di Windows Update, può accadere che un pacchetto di aggiornamento non venga scritto correttamente sul disco o che la sua installazione venga interrotta da un calo di tensione improvviso o da un riavvio forzato. Quando ciò accade, i file di avvio possono trovarsi in uno stato di “pendenza”, dove il sistema tenta di applicare modifiche a driver critici del controller di archiviazione senza però riuscire a completare l’operazione. Questo crea un loop infinito in cui Windows cerca di caricare un driver che non è ancora pronto o che è stato parzialmente sostituito, portando inevitabilmente alla schermata blu. Inoltre, l’installazione di software di terze parti che interagiscono a basso livello con il file system, come alcuni programmi di crittografia del disco o antivirus particolarmente invasivi, può alterare lo stack di archiviazione in modo tale da rendere il volume di boot non riconosciuto durante la fase di avvio protetto.

Oltre agli aggiornamenti ufficiali, non dobbiamo sottovalutare il ruolo dei driver dei controller SATA o NVMe. Spesso, il sistema operativo tenta di aggiornare questi driver tramite i database di Windows Update, ma se il driver scaricato non è perfettamente compatibile con la specifica revisione del firmware del controller presente sulla scheda madre o sull’unità SSD, il risultato sarà l’errore Inaccessible Boot Device Windows. Questo accade perché Windows perde letteralmente la “bussola” necessaria per leggere i dati dal disco proprio mentre sta cercando di caricare le istruzioni per farlo. La situazione è resa ancora più complessa se l’utente ha installato manualmente driver Beta o versioni non certificate che promettono prestazioni superiori ma che mancano della stabilità necessaria per la fase di boot. La risoluzione in questi casi richiede quasi sempre l’accesso all’ambiente di ripristino per annullare le ultime modifiche software o rimuovere i pacchetti che hanno corrotto la sequenza di avvio del dispositivo.

Problemi hardware e configurazioni BIOS/UEFI

Passando all’ambito puramente fisico o di configurazione hardware, l’errore può essere scatenato da un cambiamento imprevisto nelle impostazioni del BIOS o dell’interfaccia UEFI. Una delle casistiche più frequenti riguarda la modalità del controller SATA: se per qualche motivo il sistema passa da AHCI a IDE (o viceversa), Windows non sarà più in grado di comunicare con l’unità di archiviazione utilizzando il protocollo previsto durante l’installazione originale, attivando immediatamente la schermata blu. Allo stesso modo, l’attivazione o disattivazione del Secure Boot o del modulo TPM 2.0 può talvolta interferire con la catena di fiducia necessaria per montare il volume di avvio cifrato. In contesti più gravi, il problema potrebbe derivare da un deterioramento fisico dei settori di avvio dell’unità SSD o HDD. Anche le unità NVMe più moderne del 2026 non sono esenti da guasti elettronici che possono rendere inaccessibili temporaneamente o permanentemente determinati blocchi di memoria necessari per il boot.

Un altro fattore spesso trascurato è il cablaggio o la connessione fisica dell’unità disco. In un PC desktop, un cavo SATA leggermente allentato o danneggiato può causare perdite di dati intermittenti che si traducono nell’errore Inaccessible Boot Device Windows proprio nel momento in cui il sistema richiede un flusso costante di informazioni per caricare il kernel. Nei laptop, urti o vibrazioni possono spostare leggermente l’unità dal suo alloggiamento, specialmente se non è fissata correttamente con le viti di sicurezza. È fondamentale escludere queste problematiche meccaniche prima di procedere con soluzioni software lunghe e complesse. Un controllo rapido nel BIOS per verificare se l’unità viene rilevata correttamente dal firmware è sempre il punto di partenza consigliato per ogni diagnosi accurata. Se il disco non compare nemmeno nella lista delle periferiche di boot del BIOS, è inutile tentare riparazioni software, poiché il problema è localizzato a livello di connessione o integrità fisica del componente.

Utilizzo del Ripristino Automatico di Windows

Come accedere all’ambiente di recupero (WinRE)

Quando Windows fallisce l’avvio per due o tre volte consecutive, il sistema è progettato per attivare automaticamente l’ambiente di ripristino, noto come Windows Recovery Environment (WinRE). Questa è una partizione leggera e indipendente che contiene strumenti diagnostici essenziali per risolvere problemi come l’errore Inaccessible Boot Device Windows. Se il meccanismo automatico non dovesse attivarsi, è possibile forzare l’accesso spegnendo manualmente il PC tramite il tasto di accensione fisico non appena compare il logo di Windows o del produttore della scheda madre, ripetendo l’operazione per tre volte. In alternativa, l’utilizzo di un supporto di installazione esterno (una penna USB creata con il Media Creation Tool di Microsoft) permette di avviare il computer e selezionare l’opzione “Ripristina il computer” situata in basso a sinistra nella schermata iniziale di installazione.

Una volta entrati nell’ambiente WinRE, vi troverete di fronte a una schermata blu con diverse opzioni. La navigazione corretta per tentare una riparazione senza riga di comando prevede di selezionare “Risoluzione dei problemi”, quindi “Opzioni avanzate”. Da qui, la prima utility da testare è indubbiamente il “Ripristino all’avvio”. Questo strumento esegue una scansione completa dei file di log di boot, verifica la presenza di errori nel Boot Configuration Data (BCD) e tenta di correggere automaticamente i puntatori che indicano al sistema dove si trova il sistema operativo. Spesso, questa procedura è sufficiente a risolvere piccoli errori di corruzione dei file causati da spegnimenti impropri, rendendo nuovamente accessibile il device di avvio senza ulteriori complicazioni tecniche per l’utente finale.

Esecuzione della riparazione automatica all’avvio

Il processo di riparazione automatica è un algoritmo complesso che analizza diversi parametri del sistema. Quando lo avviate, Windows esegue un check-up dei driver critici per l’avvio, verifica l’integrità del registro di sistema e controlla se ci sono aggiornamenti che sono rimasti in uno stato di installazione parziale. Durante questa fase, il PC potrebbe riavviarsi diverse volte. È cruciale non interrompere questo processo, anche se sembra bloccato su una determinata percentuale, poiché l’interruzione manuale potrebbe peggiorare la situazione corrompendo ulteriormente il file system. Se la riparazione ha successo, il computer si avvierà normalmente portandovi al desktop. In caso contrario, riceverete un messaggio che informa che la riparazione automatica non ha potuto risolvere il problema, suggerendo di consultare il file di log (solitamente situato in SrtTrail.txt).

Nonostante la sua utilità, il ripristino all’avvio non è infallibile, specialmente quando l’errore Inaccessible Boot Device Windows è causato da un driver di archiviazione specifico che è incompatibile o da un registro di sistema profondamente compromesso. Tuttavia, è una procedura che raccomandiamo di eseguire almeno due o tre volte di seguito. Molti utenti hanno riportato che, inspiegabilmente, il sistema riesce a correggere determinati errori solo dopo vari tentativi consecutivi, probabilmente perché ogni passaggio risolve una sottoproblematicità che permetteva a quella successiva di emergere. Se dopo questi tentativi la schermata blu persiste, il problema risiede in un’area che l’algoritmo standard non può toccare, rendendo necessario l’intervento manuale tramite gli strumenti più potenti offerti dal Prompt dei Comandi, di cui parleremo nel prossimo capitolo della nostra guida.

Risoluzione avanzata tramite il Prompt dei Comandi

Ripristino dei file di registro e boot record

Quando le opzioni grafiche falliscono, il Prompt dei Comandi diventa lo strumento definitivo per combattere l’errore Inaccessible Boot Device Windows. Accedendo alla console dalle opzioni avanzate di ripristino, è possibile interagire direttamente con la struttura dei file del sistema operativo. Una delle tecniche più efficaci consiste nel manipolare le chiavi di registro che gestiscono le sessioni di aggiornamento in sospeso. Molto spesso, il boot device risulta inaccessibile perché il sistema è “convinto” di dover completare un’operazione che invece è bloccata. Utilizzando il comando per caricare l’alveare del registro (reg load), possiamo istruire il sistema a ignorare le sessioni pendenti. Questo sblocca la sequenza di avvio permettendo a Windows di caricare i driver standard invece di quelli corrotti in fase di aggiornamento.

Ecco una serie di operazioni fondamentali da eseguire nel prompt:

  • Identificare la lettera dell'unità dove è installato Windows (spesso C: o D: in WinRE) tramite il comando dir.
  • Utilizzare il comando diskpart seguito da list volume per confermare quale partizione è contrassegnata come avviabile.
  • Eseguire i comandi di ripristino del record di avvio: bootrec /fixmbr e bootrec /fixboot per ricostruire il Master Boot Record.
  • Aggiornare l'elenco dei sistemi operativi rilevati con bootrec /rebuildbcd per assicurarsi che il puntatore al kernel sia corretto.
  • Rimuovere manualmente le chiavi di registro corrotte legate ai "Component Based Servicing" che bloccano l'inizializzazione del disco.

Controllo dell’integrità del file system con CHKDSK

Un’altra causa silente ma devastante dell’errore Inaccessible Boot Device Windows è la presenza di corruzioni logiche nel file system NTFS. Se i metadati del disco sono danneggiati, Windows non riesce a trovare i file necessari per l’avvio anche se sono fisicamente presenti sui piatti del disco o nei chip della memoria flash. In questi casi, il comando chkdsk /r è la soluzione sovrana. Questo strumento analizza ogni singolo cluster dell’unità, identifica i settori danneggiati, tenta di recuperare i dati leggibili e segna i blocchi irrecuperabili come “cattivi” per evitare che il sistema tenti di scriverci sopra in futuro. È un’operazione che può richiedere diverse ore, specialmente su dischi meccanici di grandi dimensioni, ma è fondamentale per garantire che l’unità sia in salute prima di tentare altre riparazioni software.

Durante l’esecuzione di CHKDSK, è comune vedere messaggi relativi alla riparazione di indici o al ripristino di file orfani. Questi sono segni chiari che il file system era effettivamente compromesso. Una volta completata la scansione, è consigliabile eseguire anche lo strumento sfc /scannow puntandolo alla directory di installazione offline di Windows. Questo comando confronterà i file di sistema correnti con le versioni originali memorizzate nella cache del sistema o nel supporto di installazione, sostituendo eventuali driver di avvio corrotti con versioni funzionanti. La combinazione di una pulizia del file system e di un ripristino dei file di sistema binari rappresenta spesso la chiave di volta per eliminare definitivamente il problema del device inaccessibile, permettendo un ritorno alla normale operatività del PC senza perdite di dati.

Gestione degli aggiornamenti e pacchetti corrotti

Rimozione manuale degli update tramite DISM

Nel 2026, lo strumento Deployment Image Servicing and Management (DISM) rimane il pilastro per la manutenzione offline di Windows. Se sospettate che l’errore Inaccessible Boot Device Windows sia stato scatenato da un aggiornamento recente, potete utilizzare DISM per elencare e rimuovere i pacchetti installati senza dover avviare il sistema operativo. Questo approccio è estremamente potente perché agisce direttamente sull’immagine del sistema memorizzata sul disco. Tramite il comando dism /image:C: /get-packages, otterrete una lista di tutti gli aggiornamenti presenti, con la relativa data di installazione e lo stato (Installato o Installazione in sospeso). Identificare l’ultimo pacchetto aggiunto prima della comparsa della schermata blu è il passo cruciale per risolvere l’enigma.

Una volta individuato il pacchetto incriminato, il comando per la rimozione è il seguente:

  1. Annotare il nome completo del pacchetto (Package Identity) visualizzato nella lista DISM.
  2. Eseguire il comando dism /image:C: /remove-package /packagename:[nome_pacchetto] per disinstallarlo forzatamente.
  3. Creare una directory temporanea (scratchdir) se necessario per gestire i file temporanei durante la rimozione.
  4. Riavviare il sistema e verificare se l'errore è scomparso, permettendo a Windows di concludere le operazioni di pulizia.
  5. Controllare nei log di sistema una volta avviato il PC per capire perché quell'aggiornamento specifico ha causato il conflitto.

Disinstallazione di software di terze parti instabili

Non solo gli aggiornamenti di Windows possono causare il problema del boot device inaccessibile. Spesso, software che installano driver di filtro (filter drivers) per la gestione dello storage possono essere i veri colpevoli. Parliamo di strumenti per il montaggio di dischi virtuali, simulatori di unità ottiche o software di backup che monitorano costantemente le modifiche ai blocchi del disco. Se questi programmi non sono pienamente compatibili con l’ultima versione di Windows o se entrano in conflitto tra loro, possono bloccare l’accesso al disco principale durante il boot. In modalità provvisoria (se accessibile) o tramite il ripristino del sistema a un punto precedente, è possibile rimuovere queste applicazioni per testare la stabilità del sistema.

Se non riuscite ad accedere alla modalità provvisoria, una soluzione consiste nell’utilizzare il “Ripristino configurazione di sistema” disponibile nelle Opzioni Avanzate. Questo strumento riporta il registro di sistema e i file driver a uno stato precedente salvato automaticamente da Windows (i cosiddetti Punti di Ripristino). Se avete installato un software instabile poche ore prima della comparsa dell’errore, tornare indietro di un giorno può risolvere istantaneamente il problema dell’Inaccessible Boot Device Windows. È una tecnica meno chirurgica della rimozione manuale con DISM, ma spesso più efficace per gli utenti che non hanno familiarità con i nomi tecnici dei pacchetti di aggiornamento o che non ricordano con precisione quale componente software abbia causato il disastro iniziale.

Configurazione hardware e driver del controller

Impostazioni SATA: AHCI vs IDE nel BIOS

L’architettura hardware su cui poggia Windows è fondamentale. Molti errori di tipo Inaccessible Boot Device Windows nascono da una discrepanza tra il modo in cui il sistema operativo è stato configurato inizialmente e le impostazioni correnti del firmware della scheda madre. Nelle schede madri moderne, la modalità AHCI (Advanced Host Controller Interface) è lo standard per garantire prestazioni elevate e supporto alle funzionalità avanzate degli SSD. Tuttavia, se per un aggiornamento del BIOS o un reset della batteria tampone (CMOS) il sistema torna alle impostazioni di fabbrica, potrebbe resettarsi sulla modalità IDE o RAID. Windows, non trovando i driver caricati per quella specifica modalità durante il boot, fallisce l’avvio restituendo la schermata blu.

Per risolvere questo conflitto, è necessario entrare nel BIOS/UEFI (solitamente premendo CANC, F2 o F10 all’avvio) e cercare la sezione relativa alla configurazione dello storage o del controller SATA. Qui dovrete assicurarvi che la modalità selezionata sia la stessa utilizzata al momento dell’installazione. Se non la ricordate, potete procedere per tentativi: cambiate la modalità, salvate e riavviate. Se Windows si avvia correttamente, avete trovato il colpevole. In alcuni casi, specialmente con sistemi dotati di tecnologia Intel Rapid Storage, potrebbe essere necessario passare dalla modalità RAID alla modalità AHCI se non si dispone dell’array di dischi configurato correttamente. Questa semplice verifica può risparmiare ore di lavoro su riparazioni software del tutto inutili se l’origine del problema è una banale impostazione del firmware.

Risoluzione dei problemi legati ai driver del disco

Nel contesto dei driver, l’errore può verificarsi anche se il driver corretto è presente ma è stato corrotto o sostituito da una versione generica di Windows che non supporta pienamente le caratteristiche del vostro specifico controller. Questo è particolarmente vero per le nuove unità NVMe Gen 5 o Gen 6 disponibili nel 2026, che richiedono driver specifici per gestire le altissime velocità di trasferimento e le funzioni di risparmio energetico avanzate. Se il driver del controller di archiviazione fallisce, Windows perde il contatto con il “boot device”. Una soluzione consiste nel caricare manualmente il driver corretto durante la fase di ripristino o utilizzare la console per forzare Windows a utilizzare i driver di base (Standard SATA AHCI Controller) che, sebbene meno performanti, garantiscono l’avvio del sistema.

Un’altra operazione utile è il controllo dei parametri del driver tramite il registro di sistema, agendo sulla chiave “Start” dei servizi legati allo storage. Impostando il valore a 0 (che significa “caricamento all’avvio”), si obbliga Windows a caricare quel driver specifico immediatamente. Molte volte, gli aggiornamenti modificano questo valore portandolo a 3 (caricamento su richiesta), ma se il driver in questione è necessario per leggere il disco di sistema, l’impostazione 3 causerà inevitabilmente l’Inaccessible Boot Device Windows. Agire su queste impostazioni richiede una conoscenza tecnica medio-alta e l’uso dell’editor del registro offline, ma rappresenta una delle soluzioni più profonde e risolutive per i casi che sembrano senza speranza, evitando la necessità di una reinstallazione completa da zero.

Reinstallazione del sistema e recupero dati

Quando optare per una installazione pulita di Windows

Esistono situazioni in cui, nonostante tutti gli sforzi profusi, l’errore Inaccessible Boot Device Windows persiste. Questo accade solitamente quando la corruzione del sistema è così profonda da aver intaccato non solo il registro e i driver, ma anche i file core del kernel o la tabella delle partizioni stessa. In questi casi, continuare a tentare riparazioni parziali può essere una perdita di tempo prezioso. La reinstallazione pulita del sistema operativo diventa la scelta più saggia e rapida per tornare ad avere un computer funzionante e stabile. Grazie alle velocità delle moderne connessioni internet e dei dischi SSD del 2026, installare Windows 11 o le versioni successive richiede meno di 15 minuti, a patto di avere pronto un supporto di installazione USB aggiornato.

Prima di procedere con la formattazione, è importante considerare l’opzione “Reimposta il PC” disponibile nelle opzioni di ripristino. Questa funzione tenta di reinstallare Windows mantenendo i file personali dell’utente. Tuttavia, se l’errore è causato da un problema di driver o hardware, anche la reimpostazione potrebbe fallire. Una “Clean Install” vera e propria, che prevede l’eliminazione di tutte le partizioni esistenti sul disco di sistema e la creazione di nuove, è l’unico modo per essere certi di eliminare ogni traccia di corruzione software. È un’operazione drastica, ma garantisce che il nuovo sistema parta da una base solida, priva di conflitti ereditati dalle installazioni precedenti o da aggiornamenti falliti che hanno lasciato residui tossici nel file system.

Strategie per non perdere i file personali importanti

La preoccupazione principale durante la risoluzione dell’errore Inaccessible Boot Device Windows è la salvaguardia dei propri dati. Se non disponete di un backup recente, non disperate: il fatto che Windows non si avvii non significa che i vostri file siano perduti. Finché il disco è fisicamente integro, i dati sono ancora lì. Una strategia efficace consiste nell’utilizzare una distribuzione “Live” di Linux (come Ubuntu) avviata da USB. Questo sistema operativo indipendente caricherà i driver necessari per leggere le partizioni NTFS di Windows, permettendovi di copiare i vostri documenti, foto e video su un hard disk esterno prima di procedere con la formattazione del PC principale.

In alternativa, potete utilizzare il Prompt dei Comandi di Windows per avviare il Blocco Note (notepad.exe). Dal menu “File -> Apri”, avrete accesso a una sorta di interfaccia “Esplora file” semplificata. Da qui potrete vedere le vostre cartelle, collegare una penna USB e, tramite il tasto destro, copiare e incollare i file importanti dall’unità C: all’unità esterna. Sebbene non ci sia una barra di avanzamento e l’interfaccia sia spartana, è un metodo integrato e veloce per mettere in salvo i dati critici. Una volta che i vostri file sono al sicuro, potete affrontare la reinstallazione di Windows con molta più serenità, sapendo che il problema dell’inaccessibilità del boot device verrà risolto eliminando alla radice ogni possibile causa software residua.

L'errore Inaccessible Boot Device non è una condanna definitiva per il tuo hardware, ma un segnale che la comunicazione tra software e archiviazione deve essere ricostruita con pazienza e metodo.

Domande Frequenti

Cosa significa esattamente Inaccessible Boot Device?

Questo errore indica che il sistema operativo Windows, durante la fase di caricamento iniziale, ha perso la connessione con l’unità di archiviazione principale (SSD o HDD). Il kernel non riesce a trovare il “boot device” necessario per leggere i dati fondamentali, causando l’arresto immediato del sistema con una schermata blu. Le cause possono essere driver corrotti, impostazioni BIOS errate o aggiornamenti di sistema che hanno creato conflitti nello stack di archiviazione.

Posso perdere i miei dati a causa di questo errore?

L’errore in sé solitamente non cancella i dati, ma li rende inaccessibili finché il problema non viene risolto. Tuttavia, se la causa dell’errore è un guasto hardware fisico del disco, i dati potrebbero essere a rischio. Se si scelgono soluzioni drastiche come la formattazione senza aver prima effettuato un backup tramite strumenti esterni o console di ripristino, i file andranno persi definitivamente. È quindi fondamentale tentare il recupero prima di formattare.

Il problema può dipendere da un virus o malware?

Sebbene meno comune nel 2026 rispetto ai conflitti driver, esistono malware sofisticati chiamati Rootkit o Bootkit che infettano il Master Boot Record (MBR) o la partizione EFI. Questi possono alterare il processo di avvio rendendo il disco inaccessibile a Windows. In questi casi, una scansione offline con strumenti specifici o il ripristino del record di avvio tramite prompt dei comandi può essere necessario per eliminare l’infezione e ripristinare il corretto caricamento del sistema.

Come posso evitare che l’errore si ripeta in futuro?

Per prevenire l’errore Inaccessible Boot Device, è consigliabile mantenere i driver del controller di archiviazione sempre aggiornati scaricandoli dal sito del produttore della scheda madre. Inoltre, evitare di forzare lo spegnimento del PC durante gli aggiornamenti di Windows e mantenere il BIOS aggiornato può ridurre drasticamente i rischi. L’utilizzo di un gruppo di continuità (UPS) è caldamente suggerito per evitare corruzioni del file system causate da improvvisi sbalzi di tensione o blackout.

L’errore è comune anche su Windows 11 e versioni successive?

Sì, l’errore persiste anche nelle versioni più recenti di Windows poiché la logica di avvio fondamentale del sistema operativo è rimasta simile. Anche se Windows 11 ha introdotto requisiti di sicurezza più stringenti come il TPM 2.0 e il Secure Boot, questi stessi componenti, se configurati male o se i relativi driver falliscono, possono scatenare l’errore di device inaccessibile. La metodologia di risoluzione rimane però sostanzialmente la stessa per tutte le versioni moderne del sistema Microsoft.

In conclusione, affrontare l’errore Inaccessible Boot Device Windows richiede un approccio analitico che parta dalla diagnosi hardware per arrivare alla chirurgia del software. Abbiamo visto come i passaggi automatici di Windows possano spesso risolvere le situazioni più semplici, ma come la vera potenza risieda nell’uso sapiente del Prompt dei Comandi e di strumenti come DISM e CHKDSK. Ricordate sempre che la prevenzione, attraverso backup regolari e una manutenzione attenta dei driver di sistema, rimane la migliore difesa contro i disservizi informatici. Se dopo aver seguito questa guida il vostro PC dovesse ancora presentare problemi, non esitate a consultare un tecnico specializzato per escludere guasti fisici complessi. Ora che hai tutte le informazioni necessarie, puoi procedere al ripristino del tuo sistema operativo con maggiore consapevolezza tecnica. Scopri come rendere il tuo PC più veloce dopo il ripristino seguendo i nostri prossimi tutorial.

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